Analisi dei risultati clinici dello studio PMCF sui protocolli REAC ACT, CO e MO-IBZ. Riduzione significativa del dolore e miglioramento del benessere in pazienti con CLGI.

L’infiammazione cronica di basso grado (CLGI) rappresenta un substrato biologico silente ma pervasivo, alla base di sintomatologie persistenti quali dolore cronico, disturbi del sonno e affaticamento persistente. A differenza delle forme acute, la CLGI evolve spesso in assenza di biomarcatori classici alterati, rendendo la gestione clinica particolarmente complessa. La tecnologia Radio Electric Asymmetric Conveyer (REAC) si inserisce in questo contesto come un approccio di biomodulazione non invasivo, progettato per interagire con l’attività bioelettrica endogena e supportare i processi regolatori adattativi.
Lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine (2026) ha valutato le performance cliniche e la tollerabilità dei protocolli REAC INSIDE BLUE ZONE ACT (Anti-inflammatory Cellular Treatment), CO (Circulatory Optimization) e MO (Metabolic Optimization) in un setting di pratica clinica quotidiana (PMCF – Post-Market Clinical Follow-Up).
L’analisi statistica ha mostrato una riduzione significativa del dolore e un miglioramento dei domini sintomatici secondari:

L’efficacia osservata non deve essere interpretata come un semplice effetto analgesico sintomatico, bensì come l’espressione clinica di una modulazione dei meccanismi di regolazione adattativa.
Questo modello sequenziale riflette un approccio integrativo volto a ribilanciare i processi regolatori fondamentali piuttosto che sopprimere isolatamente il sintomo. I dati confermano che il protocollo è ben tollerato e produce risultati visibili progressivamente, migliorando significativamente la qualità della vita percepita dai pazienti.
I risultati di questo studio PMCF supportano la performance clinica dei protocolli REAC ACT, CO e MO nel trattamento delle condizioni associate a infiammazione cronica di basso grado. La durabilità degli effetti e l’assenza di effetti collaterali rendono questa tecnologia uno strumento innovativo per la medicina rigenerativa e riparativa.